Viaggio indietro nel tempo: i capelli nella storia (parte 1)

Qualche tempo fa, vi abbiamo portato in viaggio per il mondo, analizzando le tipologie di capelli di ciascuna popolazione. Ma vi siete mai chiesti che ruolo hanno avuto i capelli nella storia dell’umanità? Da sempre sono stati simbolo di status sociale, della personalità individuale, caratterizzando l’estetica e le espressioni di ogni periodo storico. Dall’antichità la chioma era emblema di potenza, forza, benessere e intelligenza. Il mito di Sansone, in cui si pensava che queste caratteristiche risiedessero proprio nei suoi capelli, ne è l’esempio più noto!

A bordo della nostra macchina del tempo, vi trasportiamo a scoprire i segreti sui capelli nella storia! Pronti a partire? Buon viaggio!

Nell’Antico Egitto, che la chioma fosse simbolo di benessere e dello status sociale, lo si evince dai ritrovamenti nelle tombe dei faraoni, dove furono rinvenute anfore contenenti olio di lino e olio d’oliva, ad indicare la cura che veniva data all’igiene dei capelli. Le dame di corte, infatti, usavano olio di lino mischiato a olio di oliva e radice di saponaria, mentre le donne dei ceti sociali più elevati utilizzavano cenere di legna, dal potere sbiancante e pulente. Gli egizi avevano a cuore anche la colorazione dei capelli, per la quale venivano utilizzati frutti di bosco, corteccia d’albero, minerali, insetti e semi di piante. Ma anche l’henné, che dall’Egitto si diffuse in tutto l’impero Romano.

Nell’antica Roma le fanciulle raccoglievano i capelli in una coda legata dietro la testa con un nastro, facendoli ricadere sul collo. Solo con le nozze potevano cambiare la pettinatura in un’elegante acconciatura da matrona. L’acconciatura era così importante che ne venivano commissionate di rimovibili per i busti, così che la persona ritratta potesse essere ricordata nel pieno della moda dell’epoca. C’erano persino schiave specializzate per le acconciature, dette “ornatrices” (potremmo definirle le antenate dei partucchieri?). L’arricciatura, inoltre, era eseguita con uno strumento appositamente preparato da schiavi scelti per quel compito, i “cinerarii”: il calamistrum, che consisteva in una canna di metallo internamente vuota, scaldata nella cenere per la messa in piega desiderata. Diademi, coroncine, spilloni di metallo prezioso venivano utilizzati per completare i raccolti. Per la cura dei capelli erano consigliate varie misture a base di succo di mele, aceto, tuorlo d’uovo, fiori di iris, latte, miele, olio d’oliva, vaniglia e cannella. Anche nell’impero Romano la colorazione dei capelli era molto richiesta, forse perché i capelli chiari nel Mediterraneo erano rari, e gli dei erano considerati biondi. Per schiarire la chioma le donne usavano capelli posticci di barbari nordici, oppure cospargevano i capelli di porporina d’oro, o ancora utilizzavano un composto di limone ed acqua distillata di fiori di ligustro. Durante l’età imperiale, poi, prese piede l’utilizzo dell’henné che proveniva dall’Egitto.

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